GIOVANNI PAOLO II
IL GRANDE
Con questa pagina il Coro Rose di Gerico vuole commemorare, nel suo piccolo, un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia contemporanea.
Abbiamo avuto l'onore di essere presenti, il 25 luglio 2001 nella Sala Nervi, ad una udienza del Papa.
In quell'occasione il coro ha eseguito il brano polifonico "Venerabilis Pater", musicato dal M° Antonello Gandolfo sul testo di una lettera che l'allora Arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla inviò a San Pio da Pietrelcina, chiedendogli di pregare per una giovane donna ammalata di cancro.
![]() Giovanni Paolo II in un ritratto di Ada Gandolfo Macaluso |
Venerabilis
Pater,
Padre venerabile,
|
Il brano è stato registrato dal coro in occasione di un concerto eseguito a Linera (CT) il 14 novembre 2001 (registrazione a cura di m@qevm). Scarica lo spartito.
IN MORTE DEL PONTEFICE GIOVANNI PAOLO SECONDO
Da dove
tanti giovani che cantano piangendo?
Tu li hai chiamati ed essi ora rispondono,
Tu li hai cercati ed essi ora ricambiano
Salutano il Pontefice che parte.
Era senza famiglia: ed ora ha tanti
ma tanti figli quanto mai nessuno
ne ebbe sulla Terra.
Ti salutiamo Padre, che parti!
Nel tuo giorno risplendette la Bellezza
e trionfò la Luce
nelle tue vesti dorate e bianche e rosse
nel volto chiaro e nello sguardo celeste,
e sull’Altare, dove l’Uomo può cibarsi di Dio
e diventare luce bellezza, amore.
Le folle di ogni lingua e di ogni colore
impazzivano per Te,
sovrano disarmato che conquistavi le nazioni,
giovane-vecchio grande maestro della simpatia.
Come potevi non eccitare la collera del Male?
Non svalutiamo il Male
Chiamandolo “assenza di Bene”:
l’arma che spara
contro di Lui
è il Male,
il Male puro, possente;
non ha altro scopo che colpire il Bene.
E contro il Male,
il Male positivo, reale, vero,
la Vergine Maria,
bella come la luna,
terribile come esercito schierato.
O Pontefice grande
degno rappresentante di Gesù!
dove tu giungi e parli è una gran festa.
E se un fiume di gente si raduna
al tuo appello,
Tu sei un fiume che porta al paradiso.
(Per un attimo il sonno mi vince
e mi trovo nella Piazza tanto amata:
le colonne mi abbracciano,
sono felice e gioco come un bimbo.)
I giovani ripetono il nome tanto amato:
l’eco dimostra che le pietre sentono!
La luce della Piazza è dolce intima,
la Chiesa sembra un nido di mestizia
e sprofondi nel mistero della morte.
“Allora ci accorgiamo del trascorrere del tempo,
quando viene il momento non desiderato.”
Così nel cimitero di Roma,
presso la tomba di mio padre
- mia madre era morta da poco -
che altro c’era nel mondo se non morte?
dove andava la vita se non alla morte?
E tutto era solo nostalgia e disperazione.
Ma come potrebbe nell’uomo rinascere la speranza
se il suo cuore non fosse disperato?
Così una volta andavano ad Eleusi,
in lutto per la morte della Fanciulla
e il tempio era la sua tomba:
lì dovevano morire in Lei
per rinascere con Lei.
E danzavano la danza della morte,
ruotando a spirale in silenzio per la sala oscura.
Fa’ o santo Padre che si possa da Roma
tornare con il cuore certo dell’immortalità,
come gli Ateniesi tornavano da Eleusi.
Ora ti si aprono le strade ampie assolate
che portano alla Pianura dell’Essere,
e un coro vestito di cielo
canta le tue poesie
e tutti, pur nel paradiso, piangono per quella gioia
che per amore soffre
come la bella Sulamita
nel Cantico dei cantici.
E quaggiù, superata la tempesta,
la Nave costruita da Lorenzo e Michelangelo,
nave di pietra naviga sicura
verso il Faro che splende nelle tenebre.
Cannizaro, 03-04-2005 Antonello Gandolfo
E, infine, un inno a questo grande Papa la cui partitura può essere scaricata e che presto vi proporremo in una registrazione eseguita dal coro "Rose di Gerico".