IL SULTANO
ovvero
MAOMETTO II A COSTANTINOPOLI
di Antonino Gandolfo (1820 - 1888)
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Il Sultano fu
rappresentata per la prima volta a Catania nel 1851 e poi al San Carlo di
Napoli nel 1853 e nel 1854 Dopo 155 anni viene riproposta dall'Associazione "Rose di Gerico" in forma quasi integrale. 5 luglio 2009 ore 20
Personaggi ed interpreti
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| Abbiamo deciso in questa pagina di presentare
quest'opera, sperando che i lettori vogliano vederla ed ascoltarla,
raccontando il modo così imprevedibile che ha portato, prima il
Maestro Antonello Gandolfo (la cui omonimia non è casuale) e quindi
tutti noi, alla scoperta di quest'opera.
Nel Corriere di Catania del 5 ottobre 1888 un "melomane" scrive: "Il Maestro Antonino Gandolfi da ben 4 mesi è morto, ma non le sue opere: in esse splende il fuoco del genio, compreso sì, ma obliato". Proprio durante lo studio dell'opera, parlando con il Maestro Antonello, questi mi disse che il musicista del Maometto II era forse il "Gandolfo perfetto", in quanto colui che - tra tutti i componenti della famiglia - è caduto completamente nell'oblio, anche all'interno della sua stessa famiglia. Se infatti, sebbene in maniera molto modesta, la fama del cugino pittore Antonino e quella dello zio Giuseppe, anch'egli pittore, si è mantenuta forse grazie alla possibilità di 'vedere' materialmente le opere, quella del nostro musicista si è completamente ecclissata, probabilmente anche perchè da soli, gli spartiti, non suonano! Certo la possibilità che oggi si possa risentire quest'opera si deve innanzitutto a Teresa, la moglie, che ha religiosamente conservato i manoscritti e ai successivi eredi attraverso cui questi manoscritti sono confluiti nel Fondo Antonino Gandolfo dell'Istituto Musicale Bellini di Catania. Ci sarebbe da domandarsi però perchè non vi sia stato nessuno in questi anni che abbia mai pensato di suonarla la musica oltre che catalogarla e conservarla ! Poi nel 2007 una laureanda si presenta al Prof. Salvatore Enrico Failla chiedendogli una tesi e viene invitata ad occuparsi di Antonino Gandolfo, che certo, alla laureanda, doveva apparire come un totale sconosciuto. Oggi Internet rappresenta la prima semplice fonte di ricerca, così Antonella Morina cerca sul web questo nome e trova l'unica fonte presente che parla del musicista, sebbene in maniera piuttosto superficiale: il sito www.gandolfosfamilyarts.com. Così Antonella contatta il Maestro Antonello Gandolfo, per il quale - peraltro - questo musicista, suo lontano cugino, è "un musicista", probabilmente neanche molto originale, di cui ha letto qualche nota biografica su un libro di Pastura e di cui possiede qualche pezzo musicale pianistico e la trascrizione per pianoforte della Marcia Funebre eseguita per il ritorno delle ceneri di Vincenzo Bellini in patria. Ma Antonella sa che al Liceo Musicale c'è tanta musica di Antonino Gandolfo ed ha già chiesto al Prof. Lucano Buono di poterla consultare. Così Antonello Gandolfo scopre quale grande musicista fosse il suo avo. Ecco perchè il "Gandolfo perfetto" perchè nessuno più di lui, in questa famiglia di artisti, è riuscito a precipitare nell'oblio così rapidamente e così completamente, tanto da essere "dimenticato" dai suoi stessi eredi "morali". Ora noi tutti speriamo che la bellezza della musica di questo musicista possa essere nuovamente apprezzata da un pubblico. Ci dispiace che il Prof. Failla sia improvvisamente venuto a mancare prima di poter presiedere alla discussione della Tesi della dott.ssa Morina. L'Associazone Rose di Gerico
ULTERIORI INFORMAZIONI SU ANTONINO GANDOLFO E L'INTERO LIBRETTO DEL SULTANO POSSONO ESSERE TROVATI ALL'INDIRIZZO http://www.gandolfosfamilyarts.com/critica_antonino_musicista.htm
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Immagini della rappresentazione del 5 luglio 2009
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Video (real video) della rappresentazione del 5 luglio 2009
Immagini della prova generale del 3 luglio 2009
(foto Angela Marletta)
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